Una fiaccolata ad Ivrea per ricordare le vittime innocenti

[Federico Bona – da http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107279]

Come ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera ricorda tutte le vittime delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà sabato 22 marzo a Latina: “Radici di memoria, frutti di impegno” è lo slogan che accompagnerà la giornata.

Il 20 e 21 marzo molte città italiane celebreranno la Giornata nei propri territori

Anche quest’anno l’Associazione Libera, con il patrocinio del Comune di Ivrea, ha organizzato nella nostra città un evento connesso ai principi ispiratori di questa giornata.

L’appuntamento è per le 20.30 di dopodomani, giovedì 20: una fiaccolata, partendo da piazza Gioberti (piazza Maretta ), si snoderà lungo il centro storico di Ivrea per terminare in piazza di Città, dove avrà luogo la cerimonia della lettura dei nomi delle vittime e, a seguire, si terrà la premiazione del Concorso fotografico indetto per l’occasione dal Presido “Domenico Noviello”

Il presidio eporediese di Libera è intitolato a Domenico Noviello: era un imprenditore campano, ucciso il 16 maggio 2008 da sicari del Clan dei Casalesi, perché si era rifiutato di pagare il pizzo. Un uomo che ha tenacemente, forse ben conscio, lottato contro l’oppressione di un sistema malavitoso che gli imponeva il pagamento di una tassa occulta. La morte di Noviello non è rimasta però un’altra sterile pagina dei giornali perché a Castel Volturno, luogo dell’agguato è stata aperta la prima associazione antiracket del litorale domizio.

A Noviello è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile, con questa motivazione: «Vittima di una estorsione, con encomiabile coraggio, denunciava alcuni esponenti della criminalità organizzata, consentendone l’arresto e la successiva condanna. A distanza di alcuni anni dall’evento, mentre era alla guida della propria autovettura, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Chiarissimo esempio di impegno civile e rigore morale fondato sui più alti valori di libertà e di legalità».

Nel 2012, per l’omicidio Noviello sono state comminate tre condanne all’ergastolo, a Davide Granato, Massimo Alfiero e Giovanni Bartolucci.

La crudeltà delle organizzazioni mafiose nel colpire i loro “nemici” è ben testimoniata dalle dichiarazioni rese durante il processo da Massimo Alfiero, il killer di Noviello: «Appena Noviello svoltò a destra lo affiancammo e sparai subito quattro o cinque colpi con la 9 corta; ricordo che lo colpii con il primo colpo al volto. Scaricai tutto il caricatore, 13 botte, in direzione di Noviello e questi cercò di porsi al riparo sdraiandosi sul sedile e poi strisciando verso l’esterno; riuscì ad aprire lo sportello lato passeggero per tentare la fuga uscendo dalla macchina. Io a quel punto scesi dalla vettura, girai attorno alla macchina del Noviello e gli sparai anche altri colpi della pistola Beretta 92 F, finendolo poi con un colpo in testa. Era la prima volta che riuscivo ad uccidere personalmente qualcuno».

[Federico Bona – da http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107279]

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