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Tappi di sughero riciclati per Cascina Graziella

Tre anni fa, grazie all’aiuto dell’azienda Amorim Cork, è partito un progetto per finanziare Cascina Graziella, un bene confiscato a Moncalvo d’Asti, e le sue attività a supporto delle donne vittime di maltrattamenti.
Come sapete sono tre anni che raccogliamo tappi di sughero e per ogni chilo viene fatta una donazione alla Cascina.
Questa settimana stiamo portando a Torino un po’ dei tappi che ci avete portato e, come vedete, sono veramente tantissimi!
Vi vogliamo davvero ringraziare a nome nostro e loro per l’aiuto che state dando
Stappiamo una bottiglia per festeggiare! Cin Cin!

tappi

 

Una fiaccolata ad Ivrea per ricordare le vittime innocenti

[Federico Bona – da http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107279]

Come ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera ricorda tutte le vittime delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà sabato 22 marzo a Latina: “Radici di memoria, frutti di impegno” è lo slogan che accompagnerà la giornata.

Il 20 e 21 marzo molte città italiane celebreranno la Giornata nei propri territori

Anche quest’anno l’Associazione Libera, con il patrocinio del Comune di Ivrea, ha organizzato nella nostra città un evento connesso ai principi ispiratori di questa giornata.

L’appuntamento è per le 20.30 di dopodomani, giovedì 20: una fiaccolata, partendo da piazza Gioberti (piazza Maretta ), si snoderà lungo il centro storico di Ivrea per terminare in piazza di Città, dove avrà luogo la cerimonia della lettura dei nomi delle vittime e, a seguire, si terrà la premiazione del Concorso fotografico indetto per l’occasione dal Presido “Domenico Noviello”

Il presidio eporediese di Libera è intitolato a Domenico Noviello: era un imprenditore campano, ucciso il 16 maggio 2008 da sicari del Clan dei Casalesi, perché si era rifiutato di pagare il pizzo. Un uomo che ha tenacemente, forse ben conscio, lottato contro l’oppressione di un sistema malavitoso che gli imponeva il pagamento di una tassa occulta. La morte di Noviello non è rimasta però un’altra sterile pagina dei giornali perché a Castel Volturno, luogo dell’agguato è stata aperta la prima associazione antiracket del litorale domizio.

A Noviello è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile, con questa motivazione: «Vittima di una estorsione, con encomiabile coraggio, denunciava alcuni esponenti della criminalità organizzata, consentendone l’arresto e la successiva condanna. A distanza di alcuni anni dall’evento, mentre era alla guida della propria autovettura, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Chiarissimo esempio di impegno civile e rigore morale fondato sui più alti valori di libertà e di legalità».

Nel 2012, per l’omicidio Noviello sono state comminate tre condanne all’ergastolo, a Davide Granato, Massimo Alfiero e Giovanni Bartolucci.

La crudeltà delle organizzazioni mafiose nel colpire i loro “nemici” è ben testimoniata dalle dichiarazioni rese durante il processo da Massimo Alfiero, il killer di Noviello: «Appena Noviello svoltò a destra lo affiancammo e sparai subito quattro o cinque colpi con la 9 corta; ricordo che lo colpii con il primo colpo al volto. Scaricai tutto il caricatore, 13 botte, in direzione di Noviello e questi cercò di porsi al riparo sdraiandosi sul sedile e poi strisciando verso l’esterno; riuscì ad aprire lo sportello lato passeggero per tentare la fuga uscendo dalla macchina. Io a quel punto scesi dalla vettura, girai attorno alla macchina del Noviello e gli sparai anche altri colpi della pistola Beretta 92 F, finendolo poi con un colpo in testa. Era la prima volta che riuscivo ad uccidere personalmente qualcuno».

[Federico Bona – da http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=107279]

Ivrea e Carta di Pisa

Il Coordinamento di Libera di Ivrea e Canavese esprime la propria perplessità e preoccupazione rispetto al protrarsi del rinvio ad aderire alla Carta di Pisa, carta etica di Avviso Pubblico, da parte della Amministrazione del Comune di Ivrea.
Libera si propone di fungere da stimolo rispetto ai partiti politici nei confronti delle tematiche di promozione della legalità e contrasto alla corruzione , entro un rapporto di trasparenza e di collaborazione con la cittadinanza, e aveva chiesto e ottenuto durante la campagna elettorale l’impegno ad aderire alla “ Carta di Pisa” da parte di tutte le forze politiche che concorrevano all’amministrazione della città.
A fronte di un dibattito apertosi tra le forze politiche rispetto al procedere alla adesione al suddetto documento e rispetto a come interpretare i vincoli che la Carta pone, Libera ha organizzato, in accordo con il Sindaco di Ivrea, due occasioni di approfondimento dei temi contenuti nel documento. Gli incontri si sono svolti presso il Comune di Ivrea, nella giornata del 13 febbraio ed erano aperti agli amministratori e alla cittadinanza .
Nonostante la presenza del Professore Vannucci, coordinatore del gruppo estensore della Carta stessa, le due occasioni di confronto ed approfondimento non hanno dato origine ad un coinvolgimento significativo di chi amministra la città.

Ribadiamo la necessità di aderire all’impegno preso in campagna elettorale e proponiamo che, nel frattempo, i singoli amministratori possano aderire a titolo personale nell’attesa che venga preso un impegno da parte di tutto il Consiglio.

Il coordinamento di Libera Ivrea e Canavese

Due Coral a processo

“Mi chiamo Nevio Coral, sono nato a Gruaro il primo maggio 1940 e sono incensurato”

Così esordisce l’ex sindaco di Leinì all’interrogatorio fiume durato più di cinque ore, tenuto dalla procura di Torino nell’ambito del processo Minotauro. E’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Coral non trattiene le lacrime nel ripercorre la sua carriera politica: è la prima metà degli anni 90, dopo la bufera di tangentopoli e il commissariamento del comune di Leinì quando decide di intraprendere la carriera politica con una lista di centrodestra. “sono stato il Grillo di tanti anni fa ma con i piedi per terra, e abbiamo stravinto” afferma con fierezza.

Viene eletto per ben due mandati alla guida del comune di Leinì, prima di lasciare il testimone al figlio Ivano.  E nel 2005 l’ex primo cittadino assume un incarico all’interno del gruppo di maggioranza.

I pm chiedono chiarimenti sui dubbi episodi intorno alle campagne elettorali per le elezioni regionali del 2005 della nuora Caterina Ferrero  e di suo figlio Ivano per le elezioni comunali di Leinì svoltesi nel 2009.  “Nessuno ha mai avuto bisogno di voti” si difende lo stesso Coral, “se esiste un paese che non ha infiltrazioni mafiose è Leinì, se ci fosse stata ce ne saremmo accorti tutti”.

Vengono ascoltate in aula diverse intercettazioni, una in particolare tra Bruno e Giovanni Iaria, ritenuti i boss della locale di Cuorgnè, i due riferendosi all’ex sindaco di Leinì dicono: “il giocattolo ci serve, produce soldi..”. L’imputato risponde piangendo, “non è possibile essere brutalizzati in questo modo a 73 anni”.

Un altra intercettazione riguarda lo stesso Coral e Vincenzo Argirò, ex boss di Caselle, i due dopo essersi riconosciuti si danno appuntamento per il giorno seguente all’hotel Verdina di proprietà Coral. E’ l’Hotel Verdina, appunto, che il 20 maggio 2009 ospita 13 persone a cena, tra queste Argirò e Coral, che paga il conto per tutti. Egli non nega di aver partecipato a quella cena in piena campagna elettorale ma assicura “per me erano solo imprenditori, se avessi saputo chi erano veramente sarei corso subito dai carabinieri”

Viene infine letta, da parte dei pm, un’ intercettazione telefonica risalente al 5 giugno 2009. Questa volta tra Francesca Argirò (figlia di Vincenzo Argirò) e Todarello Vincenzo, quest’ultimo afferma la necessità di sostenere Ivano Coral alle elezioni comunali e che  per farlo hanno ricevuto 24 mila euro. I risultati elettorali  arrivano puntuali dopo pochi giorni, Coral figlio ottiene la maggioranza dei voti in paese.

Il 13 giugno 2009, da un intercettazione ambientale viene captato un dialogo tra Vincenzo Argirò, sua moglie e Todarello, i tre dicono “noi gli abbiamo dato i risultati” ora dobbiamo “tenere in pugno” Coral.

Tutte le accuse vengono respinte, Coral definisce “falsi” i dialoghi ascoltati in aula e afferma “La mente umana è imprevedibile”.

Due persone diverse, due Nevio Coral diversi, sembra di ascoltare in aula. Il primo è sicuro di sé. Capace, lavorando sin dall’età di 13 anni, di costruire un impero commerciale in grado di fatturare in ogni parte del mondo. Un uomo fiero e orgoglioso del suo intuito imprenditoriale prima e politico poi.

Il secondo scoppia in lacrime pensando alla sua ingenuità, per  il “non essersi accorto” della presenza della ‘ndrangheta nel suo paese e di averci avuto rapporti in 15 anni di amministrazione comunale.

L’interrogatorio continuerà Martedì 2 Aprile sempre dall’aula bunker del carcere “Lo Russo-Cotugno” , seguirà il controesame da parte della difesa e le dichiarazioni spontanee di alcuni imputati.

Luca Puzzangara