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Il Carnevale di Ivrea libero dalle mafie

Il sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, il presidente della fondazione Carnevale d’Ivrea Alberto Alma e Davide Mattiello, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, inaugurano un percorso di legalità legato al Carnevale d’Ivrea.  L’obiettivo è di tracciare l’intera filiera delle arance, dai campi calabresi alle piazze di Ivrea, per impedire la presenza di infiltrazioni mafiose e sfruttamento di lavoratori.

Libera Ivrea fa i migliori auguri di proseguimento dei lavori, nella speranza di poter vedere i primi frutti a partire dall’edizione del Carnevale d’Ivrea 2015

Il confronto tra i cinque candidati Sindaco di Ivrea

Si è svolto martedì 14 maggio 2013 il confronto tra i cinque candidati Sindaco di Ivrea sui temi della Piattaforma L4 in vista delle prossime elezioni comunali del 26-27 maggio

Ecco di seguito i video con gli interventi dei Candidati.

Franesco Comotto

Tommaso Gilardini

Alberto Tognoli

Pierre Blasotta

Carlo Della Pepa

Firenze 1993 –Firenze 2013

Sono passati vent’anni da quel lontano 1993 eppure sembra passato moltopoco tempo, purtroppo. In quel vicino-lontano 1993 in via dei Georgofili a Firenze un attentato uccideva una famiglia innocente.

Firenze, una delle più importante città d’arte veniva colpita al cuore, proprio nel suo centro storico. Perché? La mafia aveva voluto dare un segnale: poter colpire ovunque in Italia, soprattutto fuori dalla Sicilia, per “forzare la mano” alle istituzioni politiche, per modificare alcune leggi,specie quelle contro il carcere duro per i mafiosi, e porre nuove condizioni nelle quali operare per i propri interessi politici ed economici all’interno del Paese.

A Firenze dunque il 16 marzo Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, organizza la Giornata della Memoria di tutte le vittime di mafia, proprio in ricordo di quanto avvenne vent’anni fa. Da Ivrea sono partiti un centinaio di ragazzi facenti parte del Presidio “Domenico Noviello” di Ivrea e i ragazzi del progetto Scu.Ter. delle scuole superiori della città “Botta”, “Gramsci” e “Olivetti”. La partenza prevista nella notte tra il 15 e il 16 marzo,  ha portato 110 ragazzi a Firenze per la mattina del 16 marzo pronti a manifestare assieme a tanti gruppi provenienti da tutta Italia la voglia di legalità e giustizia che una parte del Paese ha rappresentato per le strade di Firenze insieme ad altre 150.000 persone. Tante erano le persone che si sono ritrovate nella Città Medicea e, soprattutto, un lungo serpentone pieno di gente allegra e “colorata” ha sfilato per le sue vie dalla Fortezza da Basso fino a giungere nei pressi dello Stadio “A. Franchi” a dimostrare la propria voglia di impegno contro la mafia e ogni tipo di oppressione ed ingiustizia, di solidarietà nei confronti di coloro che avevano perso i propri congiunti per colpa dei vili attentati mafiosi. Sul palco diverse persone esponenti di associazioni politiche e della società civile in ricordo delle vittime di tutte le stragi mafiose, soprattutto della strage dei Georgofili, hanno voluto esprimere questi sentimenti, accompagnati sempre dall’applauso caloroso della folla a partire dal saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano letto dal Prefetto di Firenze.

Infine ha parlato Don Luigi Ciotti, colui che ha voluto queste giornate, ricordando a tutti le parole che i familiari delle vittime di Firenze di vent’anni prima avevano detto: NON UCCIDIAMOLI UNA SECONDA VOLTA!! Detto con la sua solita energia quasi a voler scuotere con la forza delle proprie parole e della propria voce tutta la folla presente in piazza (e quanti ancora vi stavano giungendo), a voler scuotere coloro che da casa lo stavano ascoltando ma, soprattutto, gli uomini politici che in contemporanea al suo discorso stavano eleggendo i nuovi presidenti della Camera dei Deputati e del Senato. Detto a coloro i quali avevano forse maggiore responsabilità politica di quanto era avvenuto negli anni degli attentati e soprattutto verso coloro che nulla avevano fatto per agevolare chi voleva conoscere la verità verso le molte stragi di mafia e che, anzi, verso quei magistrati provava fastidio e cercava in tutti i modi di ostacolarne il lavoro e minarne la credibilità.

NON UCCIDETELI UNA SECONDA VOLTA!!! Ha parlato poi della Mafia come una PESTE che invade e colpisce tutta la società e della parola “LEGALITÀ” utilizzata anche da quelle persone che invece la calpestano ogni giorno con i loro comportamenti. Il grido che più volte è risuonato per richiamare la gente per non dimenticare chi erano coloro che vennero uccisi e quali furono i loro sforzi e i loro impegni per la legalità nelle loro terre, il loro sacrificio estremo per difendere fino in fondo le loro idee e non piegarsi supinamente alla legge del più forte solo perché armato. Ha poi richiamato al coraggio di fare scelte scomode anche in nome della legalità, ha parlato di Speranza di un futuro migliore, di un cambiamento non solo per la giustizia verso le vittime ma anche verso i carnefici perché possano cambiare il loro futuro e con loro tutti quelli che si trovano all’interno dei vari carceri minorili in Italia, per tutti quei giovani che in estate andranno nei campi di “E…state Liberi” o che hanno marciato per le strade di Firenze. Ha parlato del Rinascimento delle coscienze e dell’impegno personale di ognuno per non delegare ad altri ma per essere protagonisti in prima persona specie per lo sviluppo della CULTURA, perché è l’istruzione può fare molto più della giustizia contro la mafia, (ricordando le parole di Nino Caponnetto) e Don Peppino Diana che invitava allo stupore e alla conoscenza per continuare a camminare per un futuro migliore.

Prima dell’intervento di Don Luigi Ciotti sono stati letti i nomi delle quasi mille vittime di mafia e di ogni vile attentato.  Nel pomeriggio, sparsi per la città si sono svolti diversi laboratori e seminari a tema della legalità, della giustizia e dell’impegno civile, molte erano però le persone che hanno visitato la città stessa e non poteva mancare una sosta in Via dei Georgofili luogo della strage, per un momento a ricordare il perché si era a Firenze e per riprendere le parole della mattinata di Don Luigi Ciotti e dei familiari delle vittime della strage.

Al termine della giornata, nonostante la stanchezza per un viaggio in pullman non proprio dei più comodi e per i chilometri della mattinata, quelli del pomeriggio per raggiungere i luoghi dei laboratori o visitare la città, per i partecipanti è rimasta la sensazione di una bella esperienza che soprattutto dava la carica per quello che pochi giorni dopo sarebbe successo nelle diverse città italiane grandi e piccole.

Il 21 Marzo, primo giorno di primavera Giornata della Memoria contro le vittime di tutte le mafie. Anche a Ivrea si è svolta in Piazza Ottinetti la stessa manifestazione avvenuta a Firenze qualche giorno prima. Una piccola manifestazione è partita dai giardinetti davanti al Liceo “C. Botta” di Ivrea per giungere nella piazza dove tutti i sindaci dei comuni amici di Libera hanno partecipato contribuendo a  leggendo i nomi della vittime di Mafia, con loro erano presenti anche alcuni giovani delle scuole eporediesi e soprattutto delle scuola secondaria di primo grado di Banchette che hanno letto anche loro i nomi delle vittime.

Una manifestazione molto semplice ma che ha dato un segno anche nella nostra città dell’impegno contro la piaga della mafia, un impegno che dev’essere sempre costante e vigilante specie dopo quanto sta avvenendo da diversi anni nel territorio canavesano e che è stato reso palese dal processo “Minotauro”.

Gabriele Guabello

(foto di Erika Laino)

Libera Ivrea, una rete ricca di buoni frutti. L’Albero, il nuovo impegno del Presidio Domenico Noviello

L’impegno del Presidio del Libera di Ivrea sta crescendo costantemente, in questi quattro anni di attività, e sta vedendo protagonisti tanti giovani del territorio, che si battono per un’Italia libera dalle mafie e dalla corruzione.

Il coordinamento di Libera Ivrea e Canavese, nato oltre sette anni fa, ha riunito nel tempo sempre più associazioni eporediesi pronte a condividere percorsi di antimafia sociale, contro ogni forma di illegalità.

L’interesse e la passione che siamo riusciti a trasmettere hanno permesso alla nostra rete di diventare sempre più grande e forte, e tutto questo ha dato buoni frutti. In ultimo, il nostro nuovo impegno, la nostra nuova sfida che ha un indirizzo ben preciso: Via Arduino 41 ad Ivrea.

Visualizzavamo da tempo, nelle nostre menti, il desiderio di poter avere uno luogo fisico che parlasse di noi, di Libera, del mondo dell’antimafia ma mai prima d’ora eravamo riusciti a concretizzarlo.

Il 1° dicembre 2012 apriremo a tutti le porte della nostra nuova sede, nei locali della nota associazione “L’Albero della Speranza” che rimette così radici, in un terreno ancora più fertile, giovane e rinnovato.   Il nuovo Albero ci auguriamo diventi per Ivrea e dintorni uno spazio di incontro, un posto in cui vivere esperienze di formazione e condivisione uniche. Intendiamo creare un polo aggregativo per tutta la cittadinanza, un centro culturale con la sua biblioteca di libri sulla legalità e la lotta alle mafie, un luogo dove saranno organizzati eventi, conferenze e workshop originali e vari.

Intanto, dai locali dell’Albero partirà anche l’avventura di Radio Abawalla, la web radio creata dai ragazzi del Presidio e che si fa promotrice della musica, dei libri e in generale della cultura del Creative Commons, il sistema di licenze basato sulla condivisione libera delle proprie opere. In sintonia con questo è il principio stesso che anima il nuovo Albero: crescere con le conoscenze e l’entusiasmo di tutte le persone che lo frequentano, che saranno al tempo stesso fruitori e parte attiva di questo spazio.

La giornata di inaugurazione vedrà un primo momento dedicato ai bambini, con due ore di laboratori creativi sul temi della legalità democratica dalle 15:30 alle 17:30. Al termine dei laboratori entreremo nel vivo dell’inaugurazione e non ci faremo mancare niente: taglio del nastro rosso, brevi discorsi di ringraziamento da parte nostra, interventi di ospiti esterni, musica dal vivo e infine un brindisi di buona fortuna e buon lavoro.

Vi aspettiamo!

“Finché c’è vita c’è speranza. Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c’è speranza, senza speranza di giustizia.” Don Luigi Ciotti,fondatore e presidente di Libera.

 

Armando Lanzaro e Maddalena Pezzatti.